L’importanza dell’ascolto nel lavoro

Scopri l’importanza dell’ascolto attivo sul lavoro per promuovere motivazione, fiducia e crescita.

ascolto attivo

Le riflessioni che seguono sono frutto dell’esperienza di Giada Susca, esperta di Sviluppo Organizzativo e People Experience.

Oggi, nel contesto dinamico in cui viviamo, caratterizzato da velocità e numerosi stimoli, la necessità di essere ascoltati è diventata sempre più essenziale, sia per le Persone a livello personale che per le Organizzazioni. Dentro e fuori dagli uffici, tutti noi manifestiamo la voglia di sentirci supportati e, le relazioni interpersonali, traggono beneficio dall’ascolto che ci consente di comprendere appieno le prospettive degli altri e di costruire relazioni sempre più significative e autentiche. 

La comunicazione, nel suo significato più profondo, è il veicolo attraverso il quale condividiamo le nostre esperienze, opinioni e bisogni con gli altri: tuttavia, per una comunicazione autentica è indispensabile allenare l’ascolto. Questo è fondamentale anche nei contesti aziendali, dove il benessere delle Persone passa attraverso momenti dedicati alla cura di questa dinamica al fine di creare ambienti sempre più inclusivi, collaborativi e motivanti.

Quando le Persone si sentono incoraggiate a condividere le proprie idee e preoccupazioni sapendo di essere ascoltate e considerate, si creano dei legami profondi che contribuiscono al benessere emotivo e psicologico e a costruire ambienti dove ci si sente sicuri. La vera condivisione e la crescita delle idee, l’incoraggiamento all’apprendimento, all’innovazione, alla collaborazione e alla valorizzazione dei talenti, non può avvenire senza un’autentica e sincera curiosità nell’ascoltare l’altro, al fine di scoprirlo e comprenderlo per ciò che realmente esprime.

Come possiamo quindi allenare l’ascolto?

–          Allontanare i pensieri che possono distrarre: rimanere presenti e concentrati nel momento che stiamo vivendo, è la più bella forma di restituzione.

–          Essere pazienti e non ribattere immediatamente con la propria visione: fare domande, raccogliere altre informazioni, arricchire la conversazione.

–          Abbandonare il giudizio e la valutazione: si ascolta per raccogliere le esperienze altrui.

E nelle Organizzazioni come è possibile alimentare una cultura che parta dall’ascolto?

–          Incentivare momenti di ascolto come rituale nei team di lavoro, dedicando mensilmente dei meeting senza agenda

–          Istituire “spazi di ascolto” one to one con il proprio Responsabile, lasciando alle Persone un tempo libero senza ordine del giorno in cui raccontare e condividere successi o difficoltà

–          Ascoltare i silenzi: la comunicazione non avviene solo attraverso le parole e, saper interpretare e intercettare segnali non verbali, consente una comprensione più completa e profonda delle Persone con cui interagiamo

–          Ricordarsi della confidenzialità delle informazioni al fine di promuovere e sostenere un clima di fiducia e rispetto reciproco tra le Persone e l’Organizzazione.

Cosa succede quando manca l’ascolto? 

In qualsiasi rapporto, quando non ci si sente visti, ascoltati e compresi si creano solo situazioni di incomprensioni e svalutazioni, si riduce l’autostima e l’efficacia, si genera stress, ansia, conflitti che si ripercuotono sul lavoro quotidiano e sul benessere a tutto tondo. 

Investire nell’ascolto è dunque una scelta che porta benefici tangibili sia a livello individuale che organizzativo: ci permette di costruire relazioni più forti, risolvere i conflitti in modo costruttivo e promuovere una comunicazione autentica e trasparente. 

L’ascolto rimane un’ancora di salvezza, un ponte che ci permette di connetterci con gli altri e con noi stessi in modo significativo e profondo.

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