Perché parliamo di felicità sul posto di lavoro?

La felicità dei dipendenti si traduce in successo aziendale. 

welfare felicità

Le riflessioni che seguono sono frutto dell’esperienza di Giada Susca, esperta di Sviluppo Organizzativo e People Experience.

Perché parliamo di felicità sul posto di lavoro?

Come possiamo portare la riflessione sulla felicità all’interno delle nostre Organizzazioni?

Sono domande potenti al centro di grandi ripensamenti organizzativi e di ricerche che confermano quanto questo non sia un tema da ignorare.

Le dinamiche del mondo del lavoro stanno attraversando profondi cambiamenti, influenzati in gran parte dagli impatti della pandemia. Questi mutamenti hanno spinto i lavoratori a riesaminare le loro priorità e a cercare un nuovo equilibrio tra la sfera professionale e quella personale. Molti ora attribuiscono maggiore importanza alla salute mentale, alla famiglia e al proprio benessere individuale. L’emergere del lavoro remoto ha introdotto una nuova flessibilità e libertà per alcuni dipendenti. Questa modalità di lavoro ha ispirato molte persone a cercare opportunità che consentano loro di mantenere questa flessibilità, portando le aziende a rivedere le loro politiche lavorative per adattarsi a questa richiesta. La pandemia ha anche lasciato un impatto profondo su molti lavoratori, aumentando i livelli di stress e insoddisfazione. Questi sentimenti sono stati particolarmente evidenti tra coloro che hanno vissuto cambiamenti nelle condizioni di lavoro o hanno dovuto affrontare nuove sfide.

Riflettere sul percorso della propria carriera, ha spinto molte Persone a cercare ruoli che rispecchiassero al meglio i loro interessi, valori e obiettivi a lungo termine. Questi cambiamenti evidenziano la crescente importanza della soddisfazione personale e della coerenza con i propri valori nel mondo del lavoro odierno.

Partiamo da un dato significativo.

Secondo l’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, in Italia ci sono 1,3 milioni di lavoratori che si definisce “felice” corrispondente al 7% dell’intera forza lavoro impiegata: un dato allarmante che merita delle riflessioni più profonde.

Il primo passo è decisamente culturale. La felicità non è solo un’emozione ma una competenza organizzativa che può essere coltivata e sviluppata. Trasformare la felicità in un’abilità, comporta numerosi vantaggi: influisce positivamente sul benessere individuale, sulle performance e, in ultima analisi, sulla salute finanziaria dell’azienda.

Allenarsi a coltivare la felicità non solo migliora il clima aziendale, ma contribuisce anche a incrementare la produttività e la redditività complessiva. In altre parole, la felicità diventa una risorsa strategica che ci aiuta a raggiungere obiettivi più ampi e a creare un ambiente di lavoro che porta benefici per tutti.

Siamo immersi nei bias e negli stereotipi, uno tra tutti “se sei felice non stai lavorando”: in realtà essere felici al lavoro rafforza la capacità di creare valore per l’azienda, oltre che per la nostra vita, ci permette di viverlo con un senso di missione, consapevoli del contributo personale che porta beneficio alla comunità professionale.

È un lavoro di costruzione quotidiana di rapporti autentici con i colleghi, di condivisione di buone pratiche, di valorizzazione del proprio talento, di integrazione vita-lavoro.

Felicità fa quindi rima con benessere. Che il lavoro sia da remoto, ibrido o in sede, il benessere dei dipendenti è uno dei fattori principali da tutelare e sviluppare perchè contribuisce alla felicità e alla soddisfazione delle persone, il che significa che un ambiente che si prende cura dell’asset più importante – ovvero quello umano – raggiunge gli obiettivi di business anche più facilmente.

È una questione di scelta e di priorità: una visione miope del mondo del lavoro identifica il successo aziendale con l’aumento di produzione. Una visione progressista e umana, invece, valorizza il capitale umano come elemento chiave di crescita. Perché un ambiente lavorativo sereno rende i livelli di felicità alti e porta notevoli vantaggi.

I fattori della felicità sul posto di lavoro

Le aziende stanno adottando diverse strategie che mirano a promuovere attivamente la felicità dei dipendenti. Queste non solo puntano a trattenere i talenti, ma anche a favorire un senso duraturo di appartenenza all’organizzazione. In tal modo, si cerca di costruire un ambiente di lavoro dove i dipendenti si sentano valorizzati, apprezzati e in sintonia con gli obiettivi aziendali.

Seppur la felicità sia molto soggettiva, sia dal punto di vista personale che professionale, alcuni aspetti sono però centrali e influiscono sui livelli di felicità di tutti.

Alcune persone traggono la propria felicità dal titolo professionale che assumono, altre dal ruolo di responsabilità che ricoprono all’interno del proprio team oppure dalla soddisfazione economica che ne deriva. Sul posto di lavoro, però, la felicità non si limita alla soddisfazione personale, ma considera anche l’ambiente che si vive, le persone con le quali si condivide il tempo e le relazioni con gli interlocutori esterni.

Benché sentirsi soddisfatti del proprio lavoro possa assumere un significato diverso per ogni persona, alcune variabili influenzano tutti sulla percezione della felicità lavorativa. Vediamo alcune di queste variabili.

Colleghi: il rapporto che si instaura tra i collaboratori è fondamentale per il benessere professionale. Un gruppo coeso lavora meglio perché collabora proattivamente, si aiuta vicendevolmente, unisce diverse competenze e crea soluzioni complete partendo da punti di vista differenti.

Cultura aziendale: condividere mission, vision e valori aziendali può fare la differenza nel grado di coinvolgimento sul posto di lavoro. Un clima sereno e inclusivo, inoltre, facilita lo svolgimento delle attività e una modalità di lavoro positiva.

Ascolto e confronto: riconoscere il talento dei propri collaboratori, stabilire chiari percorsi di carriera e potenziare il capitale umano è fondamentale per far crescere il business coinvolgendo attivamente il proprio team.

Stipendio: la soddisfazione finanziaria è un fattore determinante per il benessere personale e professionale delle persone.

Benefit: flessibilità, smart working, welfare aziendale, asilo nido, mensa e tutto quello che rientra come un vantaggio che migliora l’equilibrio vita-lavoro dei dipendenti è prezioso per la felicità sul posto di lavoro.

I vantaggi della felicità al lavoro

La felicità sul posto di lavoro conviene a Persone e Organizzazioni. Ai primi perché fa stare bene a livello fisico ed emotivo, stimola la creatività e la collaborazione, aiuta ad ottimizzare il lavoro potenziando la concentrazione e la capacità di problem solving. Le persone felici sono anche più motivate e coinvolte in quello che fanno, affrontano eventuali conflitti con l’idea di risolverli e non di alimentarli, e sono anche più empatiche e favorevoli alla creazione di un clima piacevole e sereno.

Per le Organizzazioni, invece, avere un gruppo di collaboratori felici e un ambiente lavorativo sereno significa ridurre l’assenteismo, diminuire il tasso di turnover, aumentare la produttività e potenziare la propria brand reputation (essere il miglior luogo dove poter lavorare e fiorire).

Il welfare per dipendenti felici

Il welfare aziendale è decisamente uno strumento a supporto di iniziative più ampie di People Care e permette di potenziare il benessere delle Persone, offrendo opportunità che migliorino la qualità di vita dei propri collaboratori e dei loro familiari.

Un solido piano welfare agisce per esempio sul miglioramento della produttività, permette di ridurre i costi di reclutamento grazie alla fidelizzazione delle risorse e all’attrattività per nuovi talenti, incrementa il potere d’acquisto dei dipendenti senza incidere sulla tassazione aziendale. È sicuramente un’opportunità che concorre a rendere più felici i dipendenti e le aziende.

Insieme a uno degli esperti Welfare Guru puoi capire qual è il piano welfare migliore per la tua azienda: contattaci!

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